SEI UNA DONNA VITTIMA DI VIOLENZA?
Forse ti riconosci in qualcuna di queste situazioni
È possibile che tu sia una donna vittima di violenza che non sa di esserlo?
Se subisci alcuni di questi 20 comportamenti da parte del tuo partner o di altre persone significative dal punto di vista affettivo sei una donna vittima di violenza:
In ogni relazione ogni tanto si vivono momenti di conflitto e si tende ad aumentare il livello di aggressività, però…
Tutti i comportamenti citati indicano che STAI SUBENDO VIOLENZA!
Non appena ti rendi conto di essere una donna vittima di violenza non cercare giustificazioni e lascia perdere la vergogna, affrettati ad affrontare la situazione prima che sia troppo tardi!
Per Lecco e provincia:
Troverai persone esperte nell’accoglierti, se necessario ti metteranno in contatto con la rete di sostegno e protezione per te e per i tuoi figli.
Il nostro obiettivo è collaborare con i Centri Anti Violenza per fornire alle donne vittime una serie di strumenti utili per migliorare il proprio benessere personale e relazionale.
Tutti gli interventi proposti possono essere fruiti anche online.
La donna maltrattata solitamente giunge a parlare della violenza dopo una lunga serie di episodi, che dal punto di vista psicologico sono poli-traumi. I nostri esperti utilizzano un innovativo protocollo psicologico, rapido, sicuro e validato a livello internazionale, che consente alle vittime di alleggerire i ricordi traumatici collegati alla violenza. Bastano poche sessioni individuali.
La donna che ha subito violenza ha necessità di sperimentare nuove modalità relazionali, più sane e rispettose. La nostra equipe ha realizzato un percorso pratico denominato “ABC delle relazioni efficaci” da svolgere in gruppo. In 24 ore totali, suddivise in diversi appuntamenti, consente di acquisire nuove abilità comunicative. Vedi l’ultimo corso realizzato
Chi ha subito violenza si trova a gestire molte emozioni e a dover elaborare l’esperienza. Abbiamo realizzato un percorso denominato “Le emozioni… intelligenti” da svolgere in gruppo. In 12 ore permette di acquisire strumenti utili per conoscere meglio il proprio mondo emotivo e gestirlo con intelligenza usando particolari strategie che possono essere apprese.
Il tema del perdono si presta a molti fraintendimenti, spesso è confuso con la riconciliazione che non è lo scopo del percorso. Il perdono è un processo progressivo di presa in carico dell’esperienza traumatica, senza minimizzare o scusare in nessun modo l’accaduto. Il percorso”Puoi perdonare perché… conviene a te!” si svolge in gruppo in 12 ore, serve a pacificare la propria vita e consente di guardare avanti in modo nuovo.
Se desideri un confronto con noi sapremo ascoltarti e indirizzarti…
Giorgia è una donna sulla cinquantina, sposata da pochi anni in seconde nozze con Marco, suo coetaneo. Il primo matrimonio è stato considerato nullo per non essere stato consumato a causa di problemi di ordine sessuale di entrambi i coniugi.
Nonostante sia sempre sorridente Giorgia ha un’autostima molto bassa, veste in modo dimesso e tende ad addossarsi tutte le responsabilità per ciò che non va. Non ha mai preso in considerazione di poter essere una donna vittima di violenza.
Un lavoro di responsabilità che le dà soddisfazioni
Giorgia è un’impiegata amministrativa ben inserita nella sua azienda, ha incarichi di responsabilità. Marco invece non ha completato gli studi e generalmente non riesce a mantenere a lungo il lavoro a causa del suo carattere scontroso e contestatore.
Marco sta vivendo una depressione importante
Marco è in cura con psicofarmaci ma rifiuta di seguire un percorso di psicoterapia. Ha un atteggiamento svalutativo nei confronti di Giorgia, talvolta è anche aggressivo tanto che in occasione di una discussione per futili motivi lei ha avuto paura. È successo che durante crisi di ira Marco abbia lanciato oggetti, rompendoli contro il muro. Una situazione faticosa, tanto che Giorgia si chiede che senso abbia portare avanti questo matrimonio. Sente questo come un ulteriore fallimento e non osa comunicare ai suoi genitori che desidera separarsi.
Giorgia ha una grande amica, Maura
Giorgia e Maura si conoscono fin dall’asilo, sono grandi amiche e amano vedersi ogni tanto per una bella chiacchierata davanti a una pizza. Ma ultimamente Giorgia non riesce a trovare il tempo per incontrarla. Finalmente si organizzano ed escono, Maura coglie subito il malessere di Giorgia, che però è reticente a parlare delle sue difficoltà
Una richiesta un po’ strana
Durante la cena Giorgia chiede a Maura se per caso conosce una ginecologa cattolica nella zona. Maura la sollecita delicatamente perché le sembra una richiesta un po’ strana finché Giorgia, dopo molti tentennamenti, le confida che ha problemi rispetto alla sessualità, lei non prova più alcun desiderio per Marco, addirittura è infastidita all’idea di avere rapporti con lui. Giorgia sa che sono cose che possono accadere in menopausa, mentre Marco la sollecita a farsi aiutare.
Maura indaga delicatamente
Maura ricorda che, dopo il primo matrimonio, Giorgia era convinta che non sarebbe mai riuscita ad avere rapporti, invece Marco era stato molto gentile, comprensivo, e piano piano erano riusciti a costruire un’intesa sessuale molto appagante per entrambi. Maura indaga delicatamente.
Tutto è iniziato tre anni prima
Una sera Giorgia era uscita a cena proprio con Maura, dimenticando il cellulare in modalità silenziosa. Marco sapeva che sarebbe stata fuori a cena, tuttavia aveva cercato ripetutamente di contattarla per una questione. Al ritorno a casa lui l’aveva aggredita verbalmente e poi l’aveva picchiata duramente con sberle e pugni. Quando infine era caduta l’aveva presa a calci, soprattutto sul torace.
Giorgia non ne aveva mai parlato con nessuno
Aveva messo del ghiaccio in faccia e il mattino dopo si era truccata per coprire i segni in faccia. Fortuna che sul viso erano lievi, mascherabili. Ma per quasi due mesi non aveva potuto dormire che sulla schiena a causa dei forti dolori alle costole. Dopo un paio di giorni ne aveva parlato con Marco che era scoppiato in un pianto disperato, le aveva chiesto scusa e le aveva detto che non sapeva come fosse potuto succedere. Nell’anno che è seguito Marco aveva avuto scoppi d’ira nei quali aveva rotto oggetti lanciandoli. In quelle occasioni Giorgia aveva detto a Marco che, se l’avesse toccata di nuovo, si sarebbe rivolta ai carabinieri.
Maura aiuta a fare chiarezza
Giorgia si sente inadeguata nella relazione col marito perché ritiene che la sessualità sia importante, si sente in colpa perché non lo desidera più. Maura esplicita che, dal suo punto di vista, è assolutamente normale che Giorgia non provi desiderio per Marco visto lo shock che ha vissuto. Forse più che di ormoni per aumentare il desiderio occorre che venga interrotta la spirale di violenza e la coppia trovi un nuovo equilibrio.
Giorgia comprende con dolore la realtà
Giorgia non aveva mai preso atto fino in fondo di poter essere una donna vittima di violenza. La sua minaccia di rivolgersi ai carabinieri non era frutto di una reale consapevolezza. È una presa d’atto dolorosa che la scompensa un po’ ma le fa comprendere che la responsabilità non è sua, perché è difficile immaginare che una donna provi desiderio per l’uomo che l’ha insultata, picchiata, minacciata e del quale ha sostanzialmente paura.
Epilogo
Giorgia ne ha parlato finalmente con i genitori, poi si è rivolta a un CAV nella sua città. È seguita psicologicamente per superare il suo senso di fallimento e di colpa. Marco è stato allontanato da casa e, dopo molte resistenze, ha iniziato un percorso di aiuto per superare le sue difficoltà relazionali. Desidera tornare a casa e riprendere la relazione con Giorgia ma per il momento è prematuro anche solo parlarne.
Probabilmente la tua storia non è esattamente come questa, ma forse sotto certi aspetti qualcosa risuona in te…
Promuoviamo la Persona nella sua interezza ♥