Vivere accanto a una persona frequentemente sopraffatta dalla rabbia può essere difficile. Comprendere la disregolazione emotiva, imparare cosa fare e cosa evitare, stabilire confini efficaci e sostenere un possibile percorso terapeutico aiuta familiari e amici a proteggere la relazione senza giustificare l’aggressività. Scopri cosa fare e cosa non fare!

Quali paure si nascondono dietro la rabbia? Scopri il significato psicologico della rabbia espressa e repressa nelle relazioni di coppia, familiari, lavorative e amicali, con esempi pratici e strategie per trasformare i conflitti in connessione.
Perché mi arrabbio così facilmente? Scoprirai che spesso la rabbia protegge emozioni più profonde come paura, tristezza, vergogna o senso di rifiuto.
Come gestire la rabbia nelle relazioni? Imparando a riconoscere l’emozione vulnerabile sottostante e comunicando bisogni e paure invece di limitarsi a criticare o difendersi.
La rabbia può essere utile? Sì. La rabbia è un segnale importante che indica che un bisogno, un valore o un confine personale richiede attenzione. Quando viene compresa e regolata può diventare una risorsa anziché un problema.

la violenza nelle relazioni non nasce improvvisamente nel momento dell’aggressione, ma affonda spesso le proprie radici in esperienze relazionali molto più antiche. Le ferite dell’attaccamento possono trasformare il bisogno di vicinanza in paura dell’abbandono, il desiderio di amore in bisogno di controllo, la vulnerabilità in rabbia. Quando queste dinamiche rimangono inconsapevoli, il rischio è che vengano agite all’interno delle relazioni più significative, proprio quelle da cui ci si aspetta protezione e sicurezza.

Le relazioni violente non nascono improvvisamente nel momento in cui compare un’aggressione o una minaccia. Spesso rappresentano il punto di incontro tra ferite emotive, bisogni di attaccamento insoddisfatti, paure profonde e strategie di sopravvivenza costruite nel corso della vita. Questo non significa mettere sullo stesso piano chi subisce e chi agisce violenza. Le responsabilità restano diverse e devono essere riconosciute con chiarezza.

Porsi le domande giuste e ottenere una risposta utile, informata e professionale è il primo passo per affrontare la violenza nelle relazioni. Il cambiamento è possibile, ma non avviene da soli e non avviene senza verità. Fare del proprio meglio, in questi casi, non significa essere perfetti, ma essere onesti, responsabili e orientati alla vita.

Interrompere la violenza, dentro e fuori di sé, è uno dei compiti più difficili e più nobili dell’essere umano. Significa rinunciare a false sicurezze, affrontare la paura e scegliere una via più responsabile e vera. Il sognatore, la sentinella e il pusillanime sono tre forze interiori che agiscono anche in te: impara le dinamiche che ti servono per interrompere il ciclo della violenza

In questo articolo esamineremo separatamente la violenza emotiva, quella psicologica, quella economica, quella fisica e quella sessuale, inoltre prenderemo in considerazione lo stalking e la violenza spirituale, che rappresenta anch’essa una forma specifica e poco considerata di abuso.

In questo articolo scopriremo cosa è lecito attendersi e cosa non è utile aspettarsi da un intervento psicologico, perché molti hanno le idee poco chiare in merito.

In questo articolo scopriremo che il tentativo di possedere l’altro è alla base di molte relazioni disfunzionali, al di là del genere. Le modalità possessive vengono rese evidenti da particolari stati emotivi e comportamentali chiamati “neo-emozioni”, che appartengono sia al genere maschile che femminile, perché la violenza non ha genere.

In questo articolo scopriremo che a partire dalla Convenzione di Istambul fino a giungere all’ordinamento giuridico dei diversi Paesi europei esistono diverse definizioni di violenza domestica, alcune collegate all’ambito strettamente familiare, altre ampliate alle relazioni parentali o alle famiglie allargate.