La dipendenza affettiva e la violenza
Dipendenza affettiva e da sostanze promuovono la violenza
Ma che correlazione c’è tra la dipendenza affettiva e la violenza?
La Dipendenza Affettiva Patologica identifica una relazione basata su potere e possesso, che sono due forme di violenza mascherata. È dimostrato che la dipendenza affettiva interessa sia gli uomini che le donne e, sovente, entrambi i partner vivono forme di dipendenza incrociata. Ciò significa che i due sono dipendenti l’uno dall’altro: anche se la relazione è un vero disastro nessuno fa nulla per cambiare e i partner sembrano “non poter fare a meno l’uno dell’altra“.
Soffro ma non mollo

Nella dipendenza affettiva ci si incatena
Anche quando la relazione genera sofferenza (più o meno conscia) e rischia di compromettere la salute fisica e psico-emotiva, con derive negative in ambito sociale, famigliare e lavorativo, la persona non riesce a interrompere la relazione, oppure non riesce a tollerare che sia l’altro a farlo.
Di fatto, in una condizione di dipendenza affettiva, pur di mantenere la relazione patologica si è disposti a sacrificare la soddisfazione di alcuni bisogni fondamentali come la sicurezza, l’autostima, il rispetto, la realizzazione di sé, con importanti conseguenze negative sul benessere personale e sociale.
In definitiva la persona interessata dalla dipendenza affettiva ha un legame irrinunciabile, ossessivo e con pochi confini verso un/una partner che inizialmente accetta la situazione (collusione emotiva). In seguito, quando le pressioni psico-emotive e fisiche aumentano, si può innescare un circuito ripetitivo di comportamenti che a volte sfociano nella violenza esplicita.
Strategie comportamentali
Per raggiungere i suoi scopi, il Dipendente Affettivo tipico mette in atto una serie di strategie e comportamenti disfunzionali:
Stadi della Dipendenza Affettiva
Si parte da uno STADIO ZERO, che corrisponde all’illusione romantica, dove il partner viene idealizzato e si fa di tutto per compiacerlo per vivere momenti felici. Poi però nella relazione cominciano ad emergere alcuni problemi e si entra nel:
1° STADIO: la persona non riesce ancora a vedere il conflitto. Anche se cominciano a crearsi i primi problemi con i relativi costi, per il dipendente affettivo non è un problema stare nella relazione. Solo un osservatore esterno, un professionista, un amico o un familiare, si accorge che la relazione è insostenibile e non comprende come quelle persone facciano a rimanere insieme. Nel dipendente affettivo c’è un fermo convincimento di non intervenire per cambiare la relazione perché, secondo i propri valori religiosi o culturali o le credenze personali, ritiene che i vantaggi nel restare siano maggiori rispetto ad uscire dalla relazione. Frase tipica è “perché mi chiedi se va tutto bene? Tranquillo, è tutto ok!”.
2° STADIO: la persona oscilla tra due stati mentali contrapposti. Una volta dice “è finita non voglio più stare con lui/lei” e la volta successiva, dimenticandosi di quella precedente, dice “è la persona della mia vita, sto bene con lui/lei” e tende a ritornare allo stadio zero. Di fatto si passa da una valutazione positiva rispetto alla possibilità di tornare a stare bene ponendo fine alla relazione tossica, ad una valutazione negativa rispetto ad altri scopi, come perdere la guida, il sostegno economico e l’amore del partner. È possibile che si passi da una valutazione all’altra, con comportamenti che a volte favoriscono l’uscita dalla relazione e altre volte fanno di tutto per evitarla, senza riuscire a integrare in maniera coerente i due stati mentali.
3° STADIO: la persona oscilla all’interno dello stesso stato mentale e dice “sto male con lui/lei, ma sto anche male anche senza di lui/lei”. In questo momento si verifica una sovrapposizione di scopi, tra loro molto diversi, come il volersi separare (a causa del malessere provato) e il volere a tutti i costi stare nella relazione (per non rimanere da soli perdendo lo scopo della propria vita).

Si può vivere sia rassegnazione che rabbia con possibilità di agiti violenti
Le persone che si trovano nel 2° e nel 3° stadio sono tormentate da potenti conflitti, che provocano una grande sofferenza interiore.
Puoi approfondire l’argomento con questo articolo del nostro psicologo.
Se sei nella fase violenta delle dipendenza affettiva e non sai cosa fare…
Tutte le sostanze d’abuso possono portare a comportamenti aggressivi, alcune esercitano un’azione eccitante diretta sul comportamento, altre un effetto disinibente, altre ancora portano alla violenza da astinenza dopo l’interruzione dell’assunzione. Ad ogni modo violenza e dipendenza da sostanze sono strettamente collegate.
Le persone con dipendenze non possono iniziare percorsi antiviolenza

La dipendenza da sostanze impedisce di svolgere i percorsi antiviolenza
Le sostanze psicoattive a disposizione sono ormai numerosissime, si parte dagli alcolici per giungere alle droghe sintetiche di ultima generazione. Evidentemente non è questa la sede per approfondire questa tematica complessa.
A questo proposito ci interessa però specificare che nessun percorso antiviolenza può essere posto in essere con persone che fanno uso abituale di sostanze, perché è necessaria lucidità per riconoscere le proprie responsabilità e compiere le necessarie scelte di cambiamento.
Di conseguenza le persone con dipendenze da sostanze, prima di poter essere accompagnate in un percorso contro la violenza, devono compiere un percorso di disintossicazione e vengono inviate ai servizi territoriali deputati (SerD e SerT).
Se hai dei dubbi…
Promuoviamo la persona nella sua interezza ♥