Le origini della violenza
Origini socio-culturali e psicologiche della violenza nelle relazioni
La violenza trae le sue origini da molti fattori ed affonda le sue radici su substrati differenti, culturali, sociali, psicologici.
ORIGINI SOCIO-CULTURALI DELLA VIOLENZA
La violenza è un comportamento aggressivo volontario contro determinate persone, che ha l’intenzione di arrecare loro un danno fisico o psico-emotivo e di sottometterle al proprio dominio.
ORIGINI PSICOLOGICHE DELLA VIOLENZA
A livello psicologico la violenza è frutto di concause, non esiste un rapporto di causa-effetto rigido, ogni storia è a sé.
Ma in generale la violenza scaturisce come forma di difesa estrema, attivata in seguito ad una importante minaccia, reale o presunta, al proprio io.
Di fatto il possesso, la paura per la perdita di potere e l’umiliazione per non essere considerati a sufficienza sono i temi centrali nella violenza domestica e di genere, che sfocia in azioni dominate da rabbia e rancore.
Ma esiste sempre la possibilità di cambiare.
Tutte le ricerche dicono che, a livello psicologico, le origini della violenza sono complesse e multi fattoriali, qualsiasi tentativo di semplificazione (es. è colpa del patriarcato) non contribuisce a fare chiarezza.
In particolare alcuni degli antecedenti della violenza possono essere ricercati in:
I meccanismi difensivi sono una sorta di «sistema immunitario psicologico», sono automatici e inconsapevoli, sono utili perché impediscono alla nostra mente di soffrire troppo, correndo il rischio di “rompersi”. In conseguenza esistono molti meccanismi difensivi, tutti li usiamo talvolta, l’importante imparare a riconoscerli e a regolarli per non vivere tutta la vita “in difesa”.
Tra i meccanismi difesivi più comuni nella violenza:
LA VIOLENZA NASCE SEMPRE DA MECCANISMI DIFENSIVI ECCESSIVI
Chi può dire di essere stato amato abbastanza? Ogni persona è sempre un po’ in carenza di amore e sicurezza. Ma è indubbio che determinate situazioni affettive infantili rappresentano degli antecedenti della violenza e, anche se ogni persona e ogni storia sono diverse, possiamo affermare che non c’è mai una relazione causa-effetto rigida. In generale:
LA VIOLENZA NASCE ANCHE IN CHI NON SI È SENTITO AMATO FIN DALL’INFANZIA
Le emozioni funzionano per attrazione o repulsione.
LE EMOZIONI sono quindi stati affettivi piacevoli o spiacevoli (non buoni o cattivi) collegati a stimoli esterni (qualcosa che si vede o si vive) oppure a stimoli interni (pensieri o ricordi).
I SENTIMENTI sono “emozioni prolungate”, stati d’animo memorizzati frutto di esperienze emotive ripetute. Accade che alcuni sentimenti permangano anche in assenza di stimoli (es. sentirsi impauriti o ansiosi senza apparenti motivi).
La rabbia è un emozione normale che si attiva come reazione ad una minaccia (reale o presunta) verso sé stessi che può generare:
Qualsiasi forma di violenza nelle relazioni affettive è l’espressione di una profonda difficoltà personale e relazionale, collegata a pensieri disfunzionali e ad una carente regolazione emotiva dovuta a molteplici fattori.
LA VIOLENZA PARTE DA UNA DISREGOLAZIONE EMOTIVA
Nelle relazioni affettive segnate della violenza agiscono alcuni schemi mentali ripetitivi, il più importante dei quali è riassunto nel “ciclo della violenza di Walker” caratterizzato da:
LA VIOLENZA PRODUCE UN CIRCOLO VIZIOSO
Promuoviamo la persona nella sua interezza ♥