Sai riconoscere la violenza nelle relazioni in tutte le sue forme?
Esistono molti tipi di violenza: alcuni spesso non vengono riconosciuti
Esistono molti tipi di violenza: alcuni spesso non vengono riconosciuti
Esistono molte forme di violenza nelle relazioni affettive, alcune sono più subdole e nascoste, altre più eclatanti e palesi. In questo articolo esamineremo separatamente la violenza emotiva, quella psicologica, quella economica, quella giuridica, quella fisica e quella sessuale. Inoltre prenderemo in considerazione lo stalking e la violenza spirituale, quest’ultima solitamente poco considerata e studiata ma che rappresenta una specifica forma di abuso.

La violenza emotiva sovente ferisce più di quella fisica
Genera perdita di autostima e di valore, con ferite interiori profonde difficili da riconoscere e da rimarginare.

La violenza psicologica mina la sicurezza in sé e negli altri
Induce paura e mina la sicurezza in sé stessi e negli altri in caso di disaccordi e disubbidienza. La persona ha sempre paura di sbagliare ad essere giudicata e sgridata e “cammina sulle uova”.
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Il controllo economico è una forma di violenza
Genera dipendenza economica e senso di fallimento, minando il valore personale e permettendo all’abusante di esercitare potere.
Provoca nella vittima paura, perdita di sicurezza, di reputazione e dignità per effetto della continua intimidazione e del controllo.
Induce sottomissione, manipolazione, vergogna e profondi sensi di colpa, è legata a dinamiche di potere e controllo.

La violenza fisica non è solo quella che produce segni evidenti
Genera ferite fisiche ed ha lo scopo di punire, intimidire ed assoggettare la persona
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La violenza sessuale unisce tutti i tipi di violenza
Provoca la perdita del valore e del rispetto di sé, del senso di sicurezza e produce vergogna.

Nello stalking avviene sempre un controllo della vittima
Genera paura e perdita di sicurezza nella vittima per effetto del continuo controllo.
Se stai subendo o hai subito da poco una forma di violenza nelle relazioni non attendere oltre: confidati con chi ti può aiutare!
La violenza può essere subita oppure assistita sia dai partner che dai figli. In entrambi i casi le conseguenze sono gravi.
I figli possono subire violenza soprattutto psico-emotiva e fisica, a volte anche sessuale, ma capita sovente che siano costretti ad assistere, direttamente o indirettamente, alla violenza agita da un genitore nei confronti dell’altro. Più l’età di esposizione è precoce maggiori possono essere i danni a livello psicologico ed emotivo.
Talvolta i figli assistono alla violenza in modo diretto vedendo, ascoltando e intervenendo in difesa del genitore vittima di violenza, ma possono vivere la violenza anche in modo indiretto osservando i risultati della stessa successivamente, come lividi, suppellettili rotte, pianto del genitore.
Evidentemente i figli vivono tutto questo come sconvolgente e terrifico, infatti la violenza assistita provoca danni gravi nei figli, sia perché provoca un “attaccamento insicuro”, sia perché spesso sovverte le dinamiche di potere famigliari, infatti nei figli avviene sempre l’identificazione o con l’abusante o con l’abusata e si prendono le parti dell’uno o dell’altro genitore, creando delle alleanze che pregiudicano un sano esercizio della genitorialità.
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Premesso che la maggior parte degli agiti violenti avvengono nell’ambito di relazioni sentimentali eterosessuali in coppie stabili, nel corso del tempo si sono però consolidate nuove forme di violenza nelle relazioni, come quelle da parte dei figli, sia maschi che femmine, nei confronti dei genitori anziani.
È molto cresciuta anche la violenza degli adolescenti verso i pari (mancata regolazione emotiva, bullismo e cyberbullismo) ma anche verso i genitori.
Inoltre alcuni rapporti fanno emergere come piuttosto diffusa la violenza nelle coppie omosessuali, correlata a maggiori tassi di promiscuità e di instabilità rispetto ad altri tipi di coppie.
Esistono sostanziali differenze tra la violenza emotiva, psicologica, economica, fisica, sessuale e spirituale. Esiste anche lo stalking come forma di intromissione molesta nella sfera privata altrui. Inoltre è emerso che la violenza può essere subita oppure assistita, in entrambi i casi provoca importanti conseguenze a livello psico-emotivo e comportamentale.
L’analisi delle origini psicologiche e culturali della violenza evidenzia la complessità di questo fenomeno. Affrontare efficacemente la violenza di genere richiede una comprensione approfondita di queste dinamiche, non solo a livello individuale ma anche attraverso interventi culturali e sociali.
Solo creando consapevolezza e promuovendo una cultura basata sull’uguaglianza di genere si potrà sperare di rompere il ciclo di violenza spirituale e di genere che continua a persistere nella società odierna.

Fabrizio Penna è psicologo con una formazione specifica in “Prevenzione ed intervento psicologico sulla violenza nelle relazioni affettive”. È co-ideatore e responsabile del Progetto Adamo, coordina l’equipe psicologica, conduce i colloqui personali e i percorsi di gruppo.



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